Solo tu puoi essere … Tu

Vivere in modo elementare cosa vuol dire // Quando senti che qualcuno ha tutto dalla vita la verità è che cerchi quegli stessi motivi di felicità. Non è difficile capire cosa si vuole se lo si chiede all’anima o se si percepisce. // Quando sai cos’è la falsitá dell’ apparenza o dell’omologazione vedi come cancella la tua vera strada, quella che solo tu puoi seguire. // In un costante combattimento per essere e manifestarsi sotto le inutili pressioni sociali al non essere… Nell’adeguarsi ad un Tipo Ideale, nel conformarsi, forse senza neanche chiederselo più. // Non bisogna credere che sia giusto apriori.

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Sei rimasto nei miei pensieri. Vorrei non dimenticarmi, mentre il tempo è inevitabile. Va bene così, o forse proprio per questo non va bene così per me, ma se va bene a te va bene anche a me per la solita storia per cui se sei felice tu e ti ho amato , va bene che tu sia felice . Se lo sei. Se vai più avanti e la tua vita poi non ti piace perché ti accorgi che non ti rende felice ma non puoi rinunciare a determinate scelte, cose che non puoi cambiare, ricordati che mi manchi ancora. Oppure fai un po’ quello che ti pare. Ho imparato da te ed è meglio così tutto sommato anche se un po’ meno luminoso, di sicuro più semplice. // Serve ricordarsi? Se mi dimenticassi di te, perderei una parte di me. Mi manchi anche se non mi lamento, non so se dovessi stare con qualcuno se continuerà o no… Questo tuo esistere per esistere. Meglio di non avere un’idea a cui aggrapparmi. Se questa idea non ci fosse, cosa cambierebbe? Ci sarebbe un rimpianto in meno e un’assenza ancora più grande, ma mi piace pensare che i tuoi gesti sono valsi come quelli che non ci sono mai stati.

Tu che…

Sei una presenza indelebile per mia anima. Non un ricordo, ma ancora una presenza esistente. E sono sicura che nel profondo delle nostre voglie , avremmo saputo declinarci nelle stesse forme di follia . Era il nostro modo di essere e non noi a decidere ; la tua natura aveva giá deciso per te mentre tu cercavi di decidere di te e di me, in una specie di lotta interiore col pensiero , col volere, col dovere. Chi sa se hai fatto bene a giocare con la mente degli altri per disfarti di qualche forma di imposizione e dolore, e poi ripetere quella danza; per poi restituire ogni ferita e disprezzo. Anche tu hai sbagliato. Senza arrenderti all’evidenza. Avevi troppo da perdere e mi facevi stare al tuo gioco mentale. È come rivedere il passato negli occhi, riviversi attraverso gli altri e ogni espressione… E sapere di non poter essere piú come prima, rivedere se stessi; quella pazzia quell’orrore e quel terrore mi avevano ricalibrato. Nonostante la disperazione, attraversare il dolore , e poi cercare di salvare gli altri dallo stesso dolore .

luglio

Ciò che non perderò più

il senso del magico , il fiabesco , le atmosfere da vivere , i luoghi in cui ci si sente cullati , le azioni consolatorie; il mio linguaggio , la mia terra , la bellezza della natura e dei colori che regala e la sua celebrazione ; l’amore , la meraviglia , lo stupore ; il senso di presenza esistenza e appartenenza ; la sensazione di motivazione per una causa che hai piantato eppure della quale non hai deciso ; tutto ciò che era stato estirpato ricrescerà , perché la natura appartiene a se stessa e perché ” una rosa fa la rosa senza chiedersi il perché “. In una forma di natura fertile e rigenerativa che vive nel proprio tempo, che si alimenta con le sue leggi di vita e di morte. // Mi chiedo perché non rinnovare questo senso di appartenenza alla natura attraverso la celebrazione della bellezza.

Free from…

Plastica e spazzatura. Quanto consumiamo e quanto sprechiamo che potremmo evitare? Ci interessa l’esito delle nostre azioni? Quanto intossichiamo, quanto uccidiamo, quanto annichiliamo, quanto inaridiamo, quanto depriviamo il nostro pianeta per motivi facilmente comprensibili e evitabili?

La cosa assurda è la motivazione guida delle azioni dell’uomo ovvero l’egoismo fine al potere e all’arricchimento; quell’ingordigia che ci accomuna dalla notte dei tempi.

Sarebbe così semplice coltivare il buon senso, ma non va di moda. Col buon senso non ci si arricchisce nessuno.

Alcuni dimenticano il rapporto con la natura, quasi non curanti, mentre altri ne soffrono. Perciò i primi additano i secondi per individui sensibili, e viceversa i primi sembrano cinici e svuotati ai secondi, forse superficiali.

La Domanda è perché non ci fermiamo in questo scempio. Non perché nessuno ferma noi singoli, ma perchè noi singoli sapendo dei coralli, dei trash vortex, degli orrori del progresso non ci fermiamo.

Non so fino a che punto le azioni individuali possano rendere migliore il mondo, ovvero quanto una goccia d’acqua pura possa schiarire un mare inquinato. Non so neanche perché alcuni si arrendono mentre altri si ostinano, nella sostanziale incomprensione o accettazione dell’orrore nella natura delle cose, a combattere. Mi dico che bisogna avere la volontà e il coraggio di difendere un’idea, e così difendere qualcun altro.

La natura appartiene a se stessa, noi siamo parte di natura e parte delle sue declinazioni, come possiamo dimenticarlo? In questo modo si rinnova ancora un nuovo senso di appartenenza ed esistenza per i luoghi.

Solite cose?

Catarsi di liberazione dal covid Oppure liberazione dalla contemporaneità? Risincronizziamoci con noi stessi e non portiamo la mente a sdoppiarci nelle proiezioni di … Di chi non c’è Veramente. // Costruendosi muri apparentemente invisibili ma concreti e mettendosi all’angolo, nel significato che si dischiude attraverso la compresenza e l’introspezione silenziosa. Non abbiamo bisogno di muri ideologici; non abbiamo bisogno di correre in un tempo che non ci appartiene ingabbiando la nostra natura; ricordiamoci quanto è vana la vanità; ricordiamoci che la storia ha i suoi significati racchiusi che definiscono la coscienza di un popolo, e non potrà mai essere un libro vuoto o svuotato; che un credo non dovrebbe creare muri. // A volte serve proteggersi, altre volte difendere un’idea.
Più che musicale.

La morte degli altri

N.ci insegnava che lo spettatore della tragedia sente il pathos, contempla orrore e dolore immedesimandosi , ma si distacca rimanere nel proprio corpo, nelle proprie sicurezza; intanto si attacca alla vita.

Strano avere qualcuno di quasi morente tra le mani e non provare nessun dolore; cosí come deltutto estraniarsi e non sentire dolore . Convincersi dell’irragiungibilità dell’universo degli altri. Strano vedere davanti a te la morte di una persona qualsiasi poco prima, a terra, che era inutile da rianimare. Ho pensato che era stata una coincidenza quasi fortuita da cui dovevo imparare qualcosa, vedere due persone morenti in una giornata. E stranamente solo un leggero turbamento con un significato che scava nel valore della vita.

Strano che non sentissi una leggera paura da tanto tempo, con una sensazione di leggera malinconia ansiosa. Come esserci solo leggermente ma non potersi scostare dal dolore per qualcun altro. Sí , penso che sia difficile per me sentire dolore di quel tipo, che si insinua nel mio cuore dove ancora c’è qualcosa di tenero. Devo dire che non era stato deltutto svantaggioso provare quel senso di orrore e terrore, assenza.di sè mista a disperazione. Perchè forse sentire cose cosí mi ha riassettato e risincronizzato . Mah. Soggettive legittime deduzioni a posteriori. // Comunque sia, volevo scriverlo, per ricordarmi ora di questa strana lieve tristezza, davanti ad una morte imminente, o forse due. Io penso che morire cosí insensatamente e improvvisamente , non sia prevedibile. No, viverlo sulla pelle, solo per impossibile distacco dagli altri, non mi succedeva da anni. Perchè piú distaccata di me , è difficile. E forse quel distacco mi aveva salvato, o era stata una conseguenza. Di certo il non sentire e il non volersi fare avvicinare erano una difesa utile, di certo mi rendevano impossibile sentire altro dolore. Cade il concetto di colpa e non ho mai potuto decidere prima che fosse troppo , di sentire di meno, fino a impazzire. Penso che se ero cambiata , era stato per sopravvivere, non di certo per morire. Ma essendo pieni di risorse …

Penso che vada bene anche cosí, oggi, sperando che in quello spiraglio di tenerezza nel mio cuore non faccia ancora breccia il dolore. Sperando che nessuno si avvicini troppo. Sperando che solo la tua mano e la tua dolcezza , o qualcosa di simile, possano toccarmi di nuovo . Forse prendermi la mente .

Per la voglia di vivere la vita e essere felice, rinnovando il mio senso di Appartenenza alla vita.

// I significati

Forse, quando il significato della parola rassegnazione corrispondeva alla definizione di una bruttura irraggiungibile, era impossibile sentirla davvero perchè capivo cosa voleva dire e non la volevo nella mia vita. E forse, quando i significati delle parole certe hanno cominciato a vacillare con i riferimenti, è cominciata la confusione da non-definizione, da non-certezza. Così l’identità delle cose e delle persone si è fatta irraggiungibile e incomprensibile. Magari, quelle interpretazioni sempre cangianti e incostanti (quelle di qualcun altro) mi hanno confuso al punto da cercare di convincermi con certezza della realtà della non-realtà, assieme alla negazione delle cose che sono. Ma l’origine di quella confusione non sono mai stata io.
Quel caos da scardinamento mi ha allontanato dalla verità, assieme alle ferite continue, assieme all’assenza totale di senso di una vita in cui non puoi decidere tu.
E adesso, che sono passati diversi anni, so che avevo smesso di crederci e che avevo perso la speranza che il mio punto di vista fosse giusto, esistente e da fare ascoltare. Adesso, sapendo che ho fissato nella mia mente delle certezze da tempo, il mio modo di pensare continua a cambiare. Sono felice che finalmente sono libera di esprimere, sono felice di non aver paura di chi mi ha ferito, delle imposizioni inutili; ed è doloroso che la causa sia anche quella così sfuggente e difficile da definire, ossia una forma di malattia inscindibile dal modo di essere di mia mamma.
Comunque sia la verità su questo discorso, quello che mi interessa adesso è continuare a dare forza alle mie idee e a trovare le mie verità. Perche certe forme di orrore ti sconvolgono nel profondo e ti portano, senza averlo mai deciso, a perdere ogni certezza.
Purtroppo, posso pensare a tante cose e al bene di più persone, posso continuare a tornare indietro e crederci (o illudermi) all’infinito; ma per criterio logico devo pensare a essere felice. Per criterio logico devo continuare a dire quello che veramente è per evitare di mischiarmi ancora con quel delirio su ogni singolo aspetto del mondo; senza poter evitare di far vivere male, senza poter fare assolutamente nulla se le loro idee non le vogliono cambiare; per avere il coraggio più coraggio di fare quello che fino ad adesso non ho fatto.
E’ emozionante pensare che nonappena sarò solo io ad attraversare le cose, avrò di nuovo la mia vita nelle mie mani; e sarà ancora più emozionante pensare che ricomincerà dove l’ho lasciata. Vedendo gli stessi posti e sentendomi diversa, sentendo il passato inevitabilmente inafferrabile. E del passato, diverse cose non voglio lasciarmi alle spalle, soprattutto il ricordo di qualcuno , assieme al ricordo di me.
E sono ancora convinta che per le cose della vita e dell’esistenza ci voglia decisamente meno psicologia, meno dottrine astruse interpretative secondo leggi transitive e intransitive, meno sciamani, meno ideologie,…. Più cultura, più ascolto, più vita, più contatto con le cose; perchè non si nasce onnisapienti, perchè non si nasce imbecilli, e soprattutto perchè nessuno ha diritto di imporre idee false sulla nostra soggettiva percezione degli eventi che ha sempre qualcosa da valorizzare che viene direttamente dal profondo di noi. E sono ancora più felice che sia giunta a questa conclusione da me.

Esserci

Quando mi vieni in mente, inizia tutto col ricordo del tuo volto. Se ci penso volontariamente non è la stessa cosa di quando capita per caso. // Prima o poi saluteró, sicuramente prima di andare. Alcune cose le spero sempre per me. Ricordi indelebili, non per associazione o sostanze, ma perchè due parole e un gesto, ascolto e presenza mi hanno cambiato la vita. Mi hanno cambiato il corso degli eventi. // E Ho cercato subito di credere che fosse l’autostima. Ma era molto piú che l’autostima. Quella era la conseguenza ma non la causa. Era una delle conseguenze più significative. // Mi abitueró e mi allontaneró da un posto dove ho ricominciato a sentire senso di appartenenza accoglenza e familiaritá.

Se non voglio farti entrare, il muro è invalicabile. Se sono scettica e dubito, il motivo c’è. Se non voglio attaccarmi è perchè non voglio distaccarmi. Allora piú distaccata di me è difficile. // Sono sicura che da un certo momento in poi era stato il rispecchiamento a produrre una non identificazione e corrispondenza. So benissimo cosa mi mancava. Per una presenza che è diventata assenza a momenti alterni. So che bisogna dimostrarlo. Ma so quali sono le mie potenzialitá e quanto valgo, siete voi che non mi conoscete abbastanza. // Ho osservato le azioni e quello che significano, quando significano affetto.

Interrogativi da ripercorrenza

Stavo pensando che quando ti allontani dai luoghi, poi puoi ritornarci e sará strano dopo anni vederli diversi, sentirsi cambiati. Notare che non puoi farci nulla se intanto il tempo è trascorso, ed è passato per ogni cosa e ogni persona. Per questo, ogni istante è unico e ogni luogo della quotidianitá resterà un ricordo… Sarà come dire addio ogni istante alle cose. A dei fotogrammi. Ad una storia. Sarà un’altra volta come pensare che stai per perdere qualcosa in ogni momento e sentire che è prezioso quello che hai nella tua vita. Perchè sí, ora c’è qualcosa da perdere a differenza di altri momenti in cui sentivo solo eradicamento e non appartenenza. Avrei preferito in passato restare lontana dall’anima di questo luogo. Certi luoghi non fanno per me, non gli appartengo, continuo a vederli da i miei occhi; mi abituo, mi adatto ma non voglio vivere abituandomi e adattandomi a quello che non fa per me. Forse in alcuni luoghi si puó essere solo di passaggio. // Io non voglio un siccome, un nonostante tutto, un avrei voluto. // Voglio tornare in una certa cittá… Almeno di passaggio. Mi domando se rivivere, vedere, attraversare un luogo possa portarmi di nuovo a sbloccare un ricordo… A convincermi che non è vero che avevo dimenticato tutto; ad andare avanti e ricominciare dove le cose si erano interrotte cinque anni fa. Mi sembra una buona soluzione, originale, che non ha nulla a che fare con la linearitá e la stabilità della vita. Quando ricominci a trovare appartenenza ad un luogo, cambi in quello che ti circonda anche solo vivendoci. E ecco, non so se vorró radicarmi lí. Sicuramente non avrà niente a che fare con le storie e le facce conosciute, di quelle solite persone che per caso hai visto e rivisto.

Mi chiedo di nuovo perche mi complico la vita, ma mi rispondo che se questo è veramente quello che sento di volere, non posso andarci contro. Chi sa perchè la nostalgia di quegli istanti che sarebbero solo da dimenticare tra le linee e gli orari dei treni nei corridoi della stazione. So che la veritá è che sto cercando soltanto di tornare indietro, ma non posso; non posso cambiare niente del passato e posso solo proseguire. È tutto piú semplice se vai con te stesso e credi in te stesso. So di essere sincronizzata con il mio orologio, ma forse passare di nuovo da quella stazione fará scattare le lancette all unisono con l orologio di quella che ero. È strano essere ancora legati al passato, non vorrei essere prigioniera del passato. Forse le idee cambieranno quando materialmente avró rivissuto qualcosa, vedendo che è tutto diverso; magari sentiró ancora desolazione, saró lí senza il motivo che quella volta mi portava lí. Sará una questione di mancanza di senso e di ricerca del significato. Allora ripassare da lí dará finalmente un senso alla cronologia dei fatti, andró oltre quel nulla. Va bene cosí, non me ne pentieró.