Sincronizzarsi

Sono con te e ho paura di qualcosa, non so di cosa. Ti avvicini , mi passi il braccio sulle spalle e mi punzecchi dicendomi “sai che posso darti tutto quello che mi chiedi”. Mi hai calmato e mi hai confuso ma preferisco non pensare al fatto che potrei darti una risposta anche subito. Allora ti ringrazio perché mi hai calmato, visto che sono emozionata. Non importa, o forse importa, ma pur volendo non riuscivo davvero a spiegarti perché avevo così paura. Lo stavo capendo, ma l’ho capito meglio dopo il motivo. Qualcuno dopo aver raccontato tutto non si era neanche degnato di rispondermi. Nessuno mi merita quando si comporta così; tu hai fatto il contrario, e voglio pensare che pensassi che fosse quella la mia necessità; forse a volte è solo che non si sa essere indifferenti al dolore dell’altro quando glielo leggi negli occhi. Mi piace pensare che è questo il motivo.

avrei avuto più fiducia se qualcuno avesse avuto i neuroni di porsi, di esserci, di armare una discussione, invece niente, zer tabula rasa. E così una mente la annienti se non dai un’interfaccia, una qualsiasi parola di presenza.

non mi merita e non lo perdonerò.

è sempre così quando passa il tempo: non puoi più afferrare il ricordo dell’ evento reale perché nel tempo si mescola con le sensazioni, o forse con il continuo ripeterlo. Fino a perdere il ricordo iniziale. Mai a viverlo tra l’altro come avresti voluto che fosse andata. Ma sempre a ricalcarlo più forte fino a che non ha più senso perché perde di veridicità. E tu lo sai ma non puoi farci niente se hai perso il vero ricordo iniziale. Se per descriverlo esistono infinite parole ma nessuna può rendere l orrore della situazione. Come quando sai perché al peggio non c’è fine.

Non penso di volermelo ricordare; so che tu ci sei stato, e questo non è scontato. È solo un evento casualmente accaduto, ma quello che hai fatto ha cambiato le cose, perché nel tuo modo di pensare c’era qualcosa di diverso.

Questa sarebbe dovuta essere l’introduzione alla nuova favola erotica che mi hanno chiesto, so come dovrebbe andare a finire.

Alla fine ti ho solo ringraziato e non ho mai spiegato il motivo che c’è era dietro alla mia paura, ma solo pensarci e sapere che ci saresti stato per me ha cambiato le cose. Perché ha dato senso a come sono andati gli eventi, che non avevano senso, per come sono approdati all insensatezza più totale. Pareva addirittura che non avessi il diritto di avere un mio spazio , un posto che consideravo veramente sicuro, le mie idee. Nessun essere umano dovrebbe soffrire perche qualcun altro impone idee, o addirittura di essere non come vuole essere, o non fare quello che vuole. Fino a considerazioni che sminuiscono

no, tutte cazzate: conta di più esserci, e tu ci sei stato. L’ho già detto la tua presenza ha cambiato le cose per me. Ha dato senso all’assurdità. Ha ricollegato il momento in cui avevo smesso di esistere con te, o con l’idea che … Io parlandoti ho davvero continuato a esistere, anche per il periodo di tempo in cui c ero ma non ero. È difficile spiegare a parole senza essere fraintesi quello che succede dentro , perché ognuno ha il proprio modo di pensare alle cose della vita e di viverle. Non sbaglio su niente e sono felice di dire che ho più che il diritto che il mio punto di vista ci sia. Ovvero sono i punti di vista pazzi che mi hanno confuso, che mi hanno imposto , quelli sbagliati: quella gente si prenda l esaurimento nervoso che si merita e muoia dentro, cerchi aiuto e non ne trovi, o che trovi cani: questo gli auguro a quel mucchio di imbecilli. Perché la vita è così: ognuno è LIBERO di pensarla come vuole, e non ci sono a volte pareri assoluti e giusti; ci sono delle verità e ogni essere umano può avere LA PROPRIA verità. In genere se è anche umano e opportuno, tende a non imporla agli altri, ma per quello che vedo ci sono pochi illuminati in giro.

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