mi hai deluso…

lo sapevo, e non volevo che rimanesse un vuoto al posto tuo. Non volevo farlo per un vuoto: scriverti, amarti, cercarti… Volevo farlo per un pieno; volevo esserci e che ci fossi anche tu, per esistere. Volevo pensare alle cose belle con te , a come rendere tutto leggero.

posso fare due cose. Continuare a dimenticarti involontariamente oppure sapere che tu sarai sempre come un abbraccio. So che ci saresti stato, prima che questa ennesima tragedia succedesse. So che ci saremmo stati.

Non ti ho saputo amare? I nostri gesti d’amore sono così diversi da apparirci incomprensibili. E non smetto di avere bisogno davvero di qualcuno che sappia esserci . Che sappia esserci. Perché qualcuno ha saputo esserci, percui a differenza di prima, ho la speranza dell’ esistenza degli altri. Ho l’idea che nasce da quelle parole: “se vuoi puoi tornare a parcheggiare qui”, che qualcuno ha detto sapendo chi ero e forse anche in parte cosa avevo passato; quando siamo divisi in due metà da un ipotetico androgino primordiale, cerchiamo inevitabilmente la seconda parte che combacia. Chi sa perché ci eravamo così casualmente trovati e allo stesso modo avremmo voluto amarci. Purtroppo non sempre si ama come l’altro vorrebbe. Ti volevo Davvero nella mia vita.

La delusione dà solo dolore. E tra noi avevamo deciso niente dolore , solo felicità, perché avevamo sofferto troppo. Non sono chi credevi che fossi, non somiglio alla persona con cui stavo prima. No, io non ho niente a che fare con quella persona. Eppure è in qualche modo lí nel tuo cuore. E io sono qua a soffrire x amore.

chi sa perché mi hai deluso così. Al punto da far annichilire un amore senza agire. Al punto da non agire e da dirmi “ti abbandono”. Tesò, sei una delusione. Sono io che ti abbandono, ma eri l’unico a credere di avere uqalcosa di sbagliato. Sei tu che mi abbandoni, senza motivo se non per egoismo tuo. Perché non sai credere all amore e volevi solo dimenticare la ragazza nel tuo quadro. Mi hai spezzato il cuore così inutilmente che non so se vale il bene che mi hai dato. Viviamo insieme , poi cadiamo da soli.

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Hey you! Standing in the isles, with itchy feet and fading smile, can you feel me? Hey you, out there on your own, gettin lonely gettin old, Sitting naked by the phone, would you touch me? Hey you, with your ear against the Wall waiting someone ti call out, would you touch me?

Hey you, don’t tell me there’s not hope at all. / Together we stand // divided we fall ♥️

(la storia di Pink)

Come te

Chi sa perché, ma ogni tanto pare capitino periodi inaspettatamente fortunati. Come uno sciame di meteore, o forse come il ritorno di una cometa, insomma uno di quegli eventi che i fisici e gli astrologi vivrebbero con apprensione. Non so il perché ma nella vita ci sono periodi in cui capita tutto assieme. Come se degli eventi svegliassero all’improvviso la coscienza o portassero a cambiare le cose. Ecco… Per me è così che iniziano “i nuovi capitoli”, è così che il vento sfoglia le pagine e cerca quelle ancora da scrivere… È così che forse cambia un ciclo di vita.

a me piace pensare all’idea che ogni stagione porti con sé un rinnovamento insito nelle sue azioni rituali, come in una riscoperta che non smette di rinnovarsi, e così sboccia e si appassisce e poi rivive.

Eppure pare che questa volta le stagioni non c’entrino niente. Pare quasi una congiunzione astrale , un insieme di accadimenti casuali che , indipendentemente da un disegno finalistico, stanno cadendo nella mia vita proprio come meteore.

E penso che nessuna persona buona meriti dolore inutile, come te. E che nessuno si merita certi strazi e certe vie tortuose fino alla morte.

E che ci vuoi fare se qualcuno in mezzo alla folla di via del Corso mi ferma , indipendentemente dal fine, ben due volte ritrovandomi , e mi dice che ha visto proprio me e che gli piacevo inaspettatamente? E che ci vuoi fare se qualcun altro vuole vedermi a tutti i costi e insiste con me? Se qualcun altro ancora mi dice che mi ama e io non lo so amare? Se qualcuno mi accompagna in modo carino ogni volta e quando piove mi porta l’ombrello? ……. E io penso a te?

Ho fatto caso solo oggi a questa congiunzione astrale, O una coincidenza di eventi apparentemente fortunati ma concretamente casuali e privi di valore…

E penso che tu ci sei stato, più di quanto gli altri ci siano stati ; penso che hai dato senso alla mia vita ; penso che non te ne sei andato ; penso però che tutto sommato non sono né nel tuo mare , né nei tuoi fiori, nè in quel ritratto che ho cercato quella notte dove però non c’era la mia faccia. … Sì, non ero in te, non ero nella tua mente quanto quello a cui tenevi davvero. Non ero nella tua anima come quello che ti mancava davvero. / No, non mi piace neanche pensarla così. Potrei anche pensare che a volte si è come i fiori in boccio. // Crediamo questa cosa: di non essere amati.

E così so che mi hai in qualche modo salvato, anche tu, forse per il solo fatto che ci sei stato. Non dirmi che non ci sarai più nella mia vita, perché da te proprio non so allontanarmi. So cosa significa quando non c’è nessuno.

Tutto su i colori!

L’occhio umano consente la visione cromatica e notturna grazie ai fotorecettori, cellule della retina specializzate. I coni e i bastoncelli sono terminazioni nervose sensibili ai fotoni delle onde luminose (elettromagnetiche della lunghezza d’onda visibile); i bastoncelli sono immersi con la loro porzione cellulare deputata a questa funzione, in uno strato di epitelio pigmentato della retina ricco di melanina, la quale può assorbire tutti i raggi residui; presentano dischi periferici membranosi con pigmenti fotosensibili, e proprio sulla loro membrana nel segmento esteno della loro struttura hanno inizio i processi di trasduzione (trasformazione dell’energia elettromagnetica dei fotoni in energia chimica e impulso elettrico). I fotoni che li raggiungono modificano chimicamente molecole e proteine di memebrana, attivando così eventi cellulari fino alla modifica della polarità della cellula e all’attivazione della sinapsi. In altre parole, in questo modo l’informazione viaggia dalla periferia al centro, attraverso il nervo ottico raggiunge l’encefalo, sede dei processi di elaborazione e percettivi.
In realtà il nostro occhio rispetto altri animali può individuare solo una ristretta gamma di lunghezze d’onda dello spettro elettromagnetico, ossia le lunghezze della luce bianca visibile. I bastoncelli sono più sensibili perchè molte delle loro terminazioni contraggono sinapsi con un interneurone, in particolare sono percepite meglio le onde del verde e del giallo-verde.
Percepiamo un colore specifico perchè alcuni bastoncelli sensibili a tre specifiche lunghezze d’onda si attivano in modo relativo contemporaneamente (bastoncelli del verde, del rosso, del blu). Sebbene il nero e il bianco vengano detti “acromatici”, in realtà scaturiscono da diverse azioni dei raggi luminosi sugli oggetti: un raggio di luce bianca contiene raggi di tutte le lunghezze d’onda della gamma di luce visibile (tra viola e rosso), che viene riflesso sull’oggetto e raggiunge il nostro occhio. Alcuni oggetti li percepiamo bianchi perchè riflettono onde luminose di tutte le lunghezze visibili (sono più “riflettenti”). Il nero invece assorbe tutte le lunghezze d’onda visibili e non ne riflette nessuna. Per quanto riguarda tutti gli altri colori nello spettro visibile, dipendono dalla radiazione di luce riflessa (visibile), non da quella assorbita. Questa caratteristica della luce bianca è evidente facendola passare attraverso un prisma, in una camera oscura. (Esperimento di decomposizione dei raggi solari di Newton)

Nello spettro della luce visibile quindi abbiamo tutti i colori dell’arcobaleno: da qui creiamo la ruota cromatica. Se noi aggiungiamo ad un estremo il bianco e all’altro estremo il nero, non creeremo nuovi colori, ma o una tinta (colore con aggiunta di bianco) o un’ombra (colore con l’aggiunta del nero). Se noi ingrigissimo l’arcobaleno, staremmo creando delle tonalità (colore ingrigito).
Le teorie dei colori secondo scienziati e artisti
Newton ipotizzava che i colori dell’arcobaleno prismatico derivassero da corpuscoli colorati nei raggi luminosi, e individuava sette colori principali per fare un parallelismo con le note musicali.
Goethe, che pure creò una sua teoria dei colori in cinque volumi (!), invece cercava l’armonia circolare dei colori , rappresentando la loro continuità in forma di spirali concentriche e continuative. Per Goethe la natura del colore nello studio chimico, fisico e pittorico andava rispettata, ossia voleva mantenersi fedele nella sua spiegazione all’uso che l’uomo ne faceva, all’interazione di esperienze con il colore. A differenza di Newton, che studiò l’ottica e quindi si concentrò sull’onda, Goethe sottolineò la diversità tra l’occhio, l’onda e l’oggetto.
E’ molto interessante anche lo studio di Goethe su la percezione estetica e pittorica del colore. Ci sono delle circostanze fisiche degli agenti atmosferici, che creano un effetto speciale frapponendosi tra l’occhio e l’oggetto: si tratta di un medium (la nebbia, l’acqua, il vetro, il fumo), trasparente o colorato, sull’immagine.
Trova quei colori puri che Itten riporta su un cerchio cromatico astratto, direttamente in forma materica e vitale: i colori puri sarebbero quelli dei metalli o dei pigmenti, o quelli naturali dei paesaggi, delle piante e degli animali.
Infine, Goethe distingue Verità e Impressione: un’immagine è veritiera quando effettivamente all’occhio l’oggetto ci appare com’è; invece diventa un’impressione quando è mediata da mezzi intermedi (un vetro, uno specchio).

Itten nella sua celebre teoria dei colori, suddivide i colori in primari, secondari e terziari. Individua i tre colori primari (rosso, giallo e blu) che se mescolati danno origine ai colori secondari (arancione, verde, viola). Poi i terziari: es. giallo aranciato, rosso con punta di violaceo, blu-verde, blu violaceo, giallo verde, rosso aranciato.
… E se mescoliamo tutti e tre i colori primari con i pigmenti, per sintesi sottrattiva otterremo il Nero!
… Mentre se studiamo illuminotecnica e abbiamo faretti luminosi colorati o con pellicole colorate, facendo convergere su una superficie due colori diversi, per sintesi additiva arriveremo dai colori terziari ai secondari, fino ai primari e al Bianco.
La visione di Kandinsky
Kandinsky nota che le opere d’arte conferiscono al colore una valenza sia fisica sia psichica. “Secondo Kandinsky l’opera d’arte è una “via mistica”, è in grado di emanare vibrazioni talmente intense da far convibrare l’osservatore con l’opera stessa, toccandolo profondamente e facendogli provare nuove sensazioni. Gli artisti si fanno messaggeri di un potente contenuto spirituale: l’arte è un mezzo molto efficace che permette all’uomo di guardare dentro se stesso.”
… Che vita sarebbe senza colori ?
Siti vari di ispirazione :
– La percezione del colore nell’occhio umano – https://occhioumano.weebly.com/la-percezione-del-colore.html
– Teorie dei colori – https://best5.it/post/i-colori-e-le-principali-teorie-per-conoscerli/
– Sintesi additiva e sottrattiva – https://www.crearecreativita.it/sintesi-additiva-e-sintesi-sottrattiva/
– I colori Terziari – https://www.cultura10.com/it/Colori-terziari/
– Un altro bellissimo sito per bambini – https://www.totaldesign.it/che-cosa-sono-i-colori-primari/#Esempi_di_laboratori_sui_colori_primari
– Filosofia di Klee FrammentiRiVista – https://www.frammentirivista.it/arte-paul-klee-origine-analisi/
– Osservazioni sui Colori di Wittgenstein – https://www.wittgensteinproject.org/w/index.php?title=Osservazioni_sui_colori

Cosa conta

A volte mi serve ristrutturare il cervello e deframmentare, per tutte le idee inutili e che portano lontano dalla felicità! Le risposte sono nell’anima e il tempo che scorre cambia tutto lentamente, dalle nostre cellule al resto dell’universo, nella natura delle cose. E’ fondamentale trovare la logica e la verità, o svelare la finzione, nel teatrino quotidiano; si può argomentare la realtà effettiva senza distorsioni irrealistiche, senza le trappole dell’ipnosi di massa. Per tutte le parole inutili che condizionano il cervello e le scelte, per i fini sbagliati: bisogna fare pulizia ogni tanto. Ricordarsi che quello che conta è nel profondo, non è in superficie, anche se non si vede. A volte cerco troppo fuori da me e mi dimentico che la soluzione è dentro . Perchè ogni idea è come un bocciolo che sboccia da dentro, mentre altre idee sono come le erbacce. La propaganda e la pubblicità ,quegli ambienti studiati proprio in nome della distorsione mentale sono proprio terreni quasi troppo aridi anche per i rovi infestanti. Sì, per me sono rovi: bisogna solo bruciarli e allora forse dalla cenere nascerà qualcosa di migliore .

Il problema è quella stessa “dissonanza cognitiva” , che secondo me è incongruenza sul piano esistenziale tra le necessità vere e quelle false , che ci allontana dalla verità reale per adeguarci ad una presunta idea collettivamente affermata. Le parole sono così vitali per il cervello, che possono descrivere un’idea di verità e falsità con accuratezza microscopica, oppure imbrogliare, tradire, negare un dato di fatto . Plasmare una nuova idea di realtà per imbambolare e ottentere il consenso di massa non stupisce, ma offende l’intelligenza e quasi spaventa per il modo grossolano in cui questa distorsione viene messa in scena. E per distorsione intendo ogni idea che andrebbe soppesata perchè troppo di parte, dopo “essersi fatti un’idea”. A volte tutto questo mi fa dimenticare cosa voglio veramente, come voglio passare il mio tempo, che cosa non fa male a nessuno. Bisognerebbe solo convertire certi contesti nell’affermazione di chi li ha impostati: “voglio i tuoi soldi” , ” voglio la tua ignoranza” , “voglio pubblicità” , “voglio di più” , “voglio aridità”. E smascherare tutte le facce troppo imbalsamate e quello che certa gente falsa pensa davvero (ormai togliendo la maschera non ci sarebbe più la faccia, simulatori come il diavolo). …Se le parole salvassero, come le preghiere di chi è angosciato o le magie, bisognerebbe ripeterle a voce alta, per salvare e non a fin di male. Il valore delle parole è nelle nostre menti, e come dice Hawthorne, il fine del concetto sta a chi le pronuncia.

Troppe idee pessime inquinano il cervello e la nostra natura finisce per soffrire inutilmente, o per disconnettersi dalla realtà vera delle cose. Dovremmo sempre innaffiare il nostro giardino interiore fino a fare fiorire ogni idea.

E’ meglio pensare di essere a teatro. “A livello drammaturgico, l’Assurdo rifiuta la tradizione, la trama, il colpo di scena, il romanticismo. C’è un continuo gioco del linguaggio, strumento non di comunicazione, ma di conflitto. Il rapporto linguistico rivela la conflittualità della realtà e la non comunicazione.

Godot pare essere un uomo potente, una specie di dio. Godot non esiste, non è un personaggio, è l’attesa, l’assenza, il nulla, il vuoto. Godot è ciò che i due cercano di esorcizzare col linguaggio e con la vita. Godot è il nulla, quado arriverà l’opera finirà, con Godot l’opera finisce nel nulla”

Waiting For Godot

Beckett https://fahrenheitmagazine.com/arte/letras/samuel-beckett-el-nihilista-y-padre-de-lo-absurdo

https://www.ilfoglio.it/cultura/2020/01/18/news/il-dolore-troppo-umano-di-beckett-che-faceva-paura-allaccademia-svedese-297164/

Non so come mai mi è tornato in mente Beckett , sarà per l’aridità?

… Per la tua presenza

<< Ti prometto che ti penserò >>

Le tue mani mi mancheranno sempre; passerò da quella via per sbaglio pensando che il tempo passa, ricordandomi della tua presenza nella mia vita; sapendo che non puoi farne parte . Saresti stata la persona giusta a cui raccontare tutto dall’inizio , ma non ho avuto questo coraggio, perché un po’ non vuoi lasciare preoccupazioni. Ma sapevo che saresti stata la persona giusta attraverso cui liberarmi dal passato, che aspettavo esistesse nella mia vita.

Non so perché , ma l’idea della tua presenza resta con me come se ci fossi dall’inizio potuto essere per evitare tutte le conseguenze. So che è stata questione di casualità. Ma ero da sola quando ripensavo al mio passato e cambiavo tutta la storia della mia vita senza sapere cosa stava succedendo. Non avrei potuto incontrarti prima: è stato un caso fortunato della vita. So che avresti capito ogni parola. È come se anche se non tel ho detta, ci fossi comunque stato.

Mi innamorò sempre di questo tipo di persone e se non fosse stato per aver incontrato te, dopo non avrei cercato… La persona con cui sto. Non avrei neanche pensato che potesse essere. Questo significa guarire le ferite senza parlare, senza bisogno di girare il coltello nella piaga, senza bisogno di invadere, senza bisogno di operare senza anestesia; perché mi hai cambiato dentro e la tua idea mi ha dato amore.

Sincronizzarsi

Sono con te e ho paura di qualcosa, non so di cosa. Ti avvicini , mi passi il braccio sulle spalle e mi punzecchi dicendomi “sai che posso darti tutto quello che mi chiedi”. Mi hai calmato e mi hai confuso ma preferisco non pensare al fatto che potrei darti una risposta anche subito. Allora ti ringrazio perché mi hai calmato, visto che sono emozionata. Non importa, o forse importa, ma pur volendo non riuscivo davvero a spiegarti perché avevo così paura. Lo stavo capendo, ma l’ho capito meglio dopo il motivo. Qualcuno dopo aver raccontato tutto non si era neanche degnato di rispondermi. Nessuno mi merita quando si comporta così; tu hai fatto il contrario, e voglio pensare che pensassi che fosse quella la mia necessità; forse a volte è solo che non si sa essere indifferenti al dolore dell’altro quando glielo leggi negli occhi. Mi piace pensare che è questo il motivo.

avrei avuto più fiducia se qualcuno avesse avuto i neuroni di porsi, di esserci, di armare una discussione, invece niente, zer tabula rasa. E così una mente la annienti se non dai un’interfaccia, una qualsiasi parola di presenza.

non mi merita e non lo perdonerò.

è sempre così quando passa il tempo: non puoi più afferrare il ricordo dell’ evento reale perché nel tempo si mescola con le sensazioni, o forse con il continuo ripeterlo. Fino a perdere il ricordo iniziale. Mai a viverlo tra l’altro come avresti voluto che fosse andata. Ma sempre a ricalcarlo più forte fino a che non ha più senso perché perde di veridicità. E tu lo sai ma non puoi farci niente se hai perso il vero ricordo iniziale. Se per descriverlo esistono infinite parole ma nessuna può rendere l orrore della situazione. Come quando sai perché al peggio non c’è fine.

Non penso di volermelo ricordare; so che tu ci sei stato, e questo non è scontato. È solo un evento casualmente accaduto, ma quello che hai fatto ha cambiato le cose, perché nel tuo modo di pensare c’era qualcosa di diverso.

Questa sarebbe dovuta essere l’introduzione alla nuova favola erotica che mi hanno chiesto, so come dovrebbe andare a finire.

Alla fine ti ho solo ringraziato e non ho mai spiegato il motivo che c’è era dietro alla mia paura, ma solo pensarci e sapere che ci saresti stato per me ha cambiato le cose. Perché ha dato senso a come sono andati gli eventi, che non avevano senso, per come sono approdati all insensatezza più totale. Pareva addirittura che non avessi il diritto di avere un mio spazio , un posto che consideravo veramente sicuro, le mie idee. Nessun essere umano dovrebbe soffrire perche qualcun altro impone idee, o addirittura di essere non come vuole essere, o non fare quello che vuole. Fino a considerazioni che sminuiscono

no, tutte cazzate: conta di più esserci, e tu ci sei stato. L’ho già detto la tua presenza ha cambiato le cose per me. Ha dato senso all’assurdità. Ha ricollegato il momento in cui avevo smesso di esistere con te, o con l’idea che … Io parlandoti ho davvero continuato a esistere, anche per il periodo di tempo in cui c ero ma non ero. È difficile spiegare a parole senza essere fraintesi quello che succede dentro , perché ognuno ha il proprio modo di pensare alle cose della vita e di viverle. Non sbaglio su niente e sono felice di dire che ho più che il diritto che il mio punto di vista ci sia. Ovvero sono i punti di vista pazzi che mi hanno confuso, che mi hanno imposto , quelli sbagliati: quella gente si prenda l esaurimento nervoso che si merita e muoia dentro, cerchi aiuto e non ne trovi, o che trovi cani: questo gli auguro a quel mucchio di imbecilli. Perché la vita è così: ognuno è LIBERO di pensarla come vuole, e non ci sono a volte pareri assoluti e giusti; ci sono delle verità e ogni essere umano può avere LA PROPRIA verità. In genere se è anche umano e opportuno, tende a non imporla agli altri, ma per quello che vedo ci sono pochi illuminati in giro.

incancellabile

Di nuovo sento quel tipo di pensiero che si fissa e non se ne va dalla mia mente: quell’idea che è come la passione che decide per te, a cui ti aggrappi sapendo quanto è buio se cadi e lasci la presa. Solito pensiero di amore. Sarai ancora parte di me e inscindibile dalla mia anima perché quello che hai fatto ha influito così tanto, inscindibile in quel sentimento di… Esistenza. E quando so che ho bisogno di te, penso ancora una volta come penseresti tu. Tante cose non hanno senso e… Devono avere senso per Me; come la solita vecchia mancanza di significato in una serie di eventi sconclusionati, in cui ogni ripetizione del passato e dell’ orrore era come se fosse un limbo eterno… Qualcosa di inutile: il modo di pensare di qualcun altro; solo un modo per sopravvivere mentalmente.